di Gino Santini – Da “HIMed Review” del 9 settembre 2026
Il 14 settembre 2006 usciva il primo numero di Omeopatia33, un’intelligente azzardo editoriale dell’allora casa editrice Elsevier che voleva costruire una newsletter che non solo mostrasse la presenza inequivocabile di una ricerca scientifica in campo omeopatico, ma che spiegasse in maniera semplice e comprensibile quelle pubblicazioni. E chi meglio della Siomi, ovvero della Società Scientifica che ha da sempre sostenuto il tema delle pubblicazioni “impattate” come il migliore biglietto da visita per presentarsi a medici e operatori sanitari che magari non hanno mai avuto modo di conoscerla.
La stessa non-conoscenza, ma questa volta per motivi esclusivamente ideologici, degli scettici a oltranza, che hanno sempre brandito la clava della millantata mancanza di pubblicazioni scientifiche. Personaggi caratterizzati da un infantile voltarsi dalla parte opposta nel momento che viene dimostrato il vuoto di una critica portata avanti a prescindere: combattere contro una evidenza chiara e luminosa come il sole, che può coprire con la mano solo chi ha deciso di non guardare. Propaganda, non atteggiamento scientifico.
Omeopatia33, si diceva, costretta a rifugiarsi in casa Siomi nel momento in cui se ne è dichiarata la fine da parte di Edra, i meno avveduti eredi di Elsevier, perchè la voce scientifica dell’omeopatia e delle discipline consorelle continuasse a urlare la sua presenza, continua e inarrestabile. Per questa speciale ricorrenza abbiamo voluto fare una raccolta, una specie di maxi-review, che assemblasse le voci bibliografiche di tutte le pubblicazioni scientifiche commentate da settembre 2006 a oggi, un lavoro certosino e competente svolto da una redazione altrettanto instancabile e disinteressata.
È possibile scaricare l’intera, mastodontica bibliografia a questo link. Al di là del simbolo concreto di un lavoro ventennale, questo documento costituisce uno strumento di lavoro e di confronto prezioso per tutti i professionisti e, perché no, per neutralizzare con i fatti e i dati alla mano i residui di un negazionismo ideologico duro a morire. Non si sa mai…



