Roma, 11 gennaio
Su iniziativa del sottosegretario Marcello Gemmato, il ministero della Salute ha istituito un tavolo di lavoro dedicato agli integratori alimentari, iniziativa che lo stesso numero due del dicastero ha definito sui suoi canali social “un passo importante per qualità, informazione corretta e tutela dei cittadini”.
Quello degli integratori alimentari è in effetti un settore che negli ultimi anni ha conosciuto una rilevante espansione, in ragione della crescente attenzione riservata dai cittadini a questi prodotti, il cui utilizzo è stato ed è ancora ritenuto non sempre congruente con i dati della medicina basata sulle evidenze, dando origine anche a non poche controversie e polemiche sull’uso di questi prodotti. Che sono definiti dalla normativa di settore (Direttiva 2002/46/CE, attuata con il decreto legislativo 21 maggio 2004, n. 169) come: “prodotti alimentari destinati ad integrare la comune dieta e che costituiscono una fonte concentrata di sostanze nutritive, quali le vitamine e i minerali, o di altre sostanze aventi un effetto nutritivo o fisiologico, in particolare, ma non in via esclusiva, aminoacidi, acidi grassi essenziali, fibre ed estratti di origine vegetale, sia monocomposti che pluricomposti, in forme predosate”.
Si tratta dunque di prodotti che debbono obbligatoriamente possedere standard elevati di sicurezza e di informazione ai consumatori, imposti da norme che però – in ragione di un mercato particolarmente complesso anche in ragione del labilissimo confine che separa l’impiego degli integratori dall’uso terapeutico – richiedono aggiornamenti costanti, interpretazioni univoche e attenzione e sorveglianza continui.
Propria questa è una delle ragioni, se non la principale, che ha spinto il ministero a istituire il tavolo, nella convinzione della fondamentale importanza del confronto tecnico-scientifico e della vigilanza sul rispetto delle disposizioni, ambito quest’ultimo che già aveva suggerito al ministero un richiamo alla prudenza e alla trasparenza informativa degli operatori, in particolare relativamente all’impiego di sostanze vegetali, in una apposita circolare ministeriale nel maggio 2022.
Il tavolo è “un luogo di confronto tra istituzioni, comunità scientifica, operatori e consumatori, per monitorare il mercato, rafforzare sicurezza e trasparenza e garantire un’applicazione uniforme delle regole” scrive Gemmato. Quattro le funzioni principali dello strumento consultivo di nuova istituzione: monitorare l’evoluzione del mercato e dei consumi in Italia; formulare indirizzi tecnici e scientifici su produzione, etichettatura e sicurezza d’uso; proporre aggiornamenti normativi e linee guida e, infine, favorire un raccordo efficace tra istituzioni, enti di ricerca, associazioni di categoria e cittadini consumatori
Il nuovo tavolo – che potrà riunirsi in presenza o da remoto e avvalersi di gruppi di lavoro specializzati, senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica – trova la sua collocazione nell’ambito della Direzione generale per l’igiene e vedrà la partecipazione di rappresentanti del ministero, delle Regioni e dell’Istituto superiore di sanità, di cinque componenti nominati dal ministero tra esperti di riconosciuto livello in nutrizione, farmacologia, tossicologia e scienze dell’alimentazione e di rappresentanti di categorie e delle associazioni dei consumatori. Al termine dei due anni di attività, è prevista che il tavolo elabori una relazione finale da presentare al sottosegretario.


