In considerazione del peggioramento omeopatico in atto, il trattamento con Natrum muriaticum viene momentaneamente sospeso e si procede a terapia sintomatica, con disinfezione delle ferite mediante Calendula TM, applicazione sulle stesse di pomate sempre di natura omeopatica e somministrazione orale di Belladonna 9CH, Graphites 9CH e Pyrogenium 9CH, alternati a seconda del tipo di lesione dominante al momento. Si aggiunge anche Echinacea TM in somministrazione orale, per stimolare le difese immunitarie del soggetto. Questa terapia sintomatica di sostegno si protrae per un periodo di due mesi, con un quadro di piodermite che evolve progressivamente verso la sua risoluzione, con punte di riattivazione del processo flogistico ma sempre in forma più blanda. In seguito a tale periodo il rimedio di fondo viene reintrodotto una volta alla settimana, associandolo alla terapia sintomatica, la quale viene diradata, come somministrazione, progressivamente fino a sospensione. Importante è evidenziare che, accanto al progressivo miglioramento delle lesioni cutanee, il soggetto evidenzia anche un notevole miglioramento delle condizioni psichiche: maggior vitalità e partecipazione alle normali attività svolte all’interno del canile.
Alcuni mesi più tardi Ambrogio presenta notevole esoftalmo, congiuntivite, protrusione della terza palpebra, deformazione della regione sopra-orbitale con interessamento della zona fronto-nasale, atassia locomotoria con deficit propriocettivi notevoli: una TAC conferma il sospetto di massa retro-orbitale di natura non accertata. Ipotizzando che tale massa rientri in un fenomeno di sicotizzazione del soggetto o eventualmente di una psora interna latente, in considerazione della localizzazione della lesione e sperando in una natura ascessuale della stessa, si decide di procedere con la somministrazione di antibiotici (enrofloxacin e metronidazolo) per una decina di giorni in associazione con Arnica 5CH e Belladonna 9CH. Durante l’antibioticoterapia si assiste ad una fistolizzazione della lesione sopra-orbitale, con emissione di materiale purulento e risoluzione della patologia, evidentemente ascessuale, nell’arco di una settimana.
Nei mesi successivi, Ambrogio mantiene come terapia esclusivamente Natrum muriaticum 30CH a somministrazione settimanale ed applicazione topica di Calendula TM sulle lesioni cutanee, caratterizzate solo da eritema ed alopecia. Lesioni nodulari, con le stesse caratteristiche descritte in precedenza, si manifestano circa 6 mesi dopo la comparsa della massa retro-orbitale; accanto al rimedio di fondo, sempre a somministrazione settimanale, si affianca Thuja in diluizioni scalari, somministrazione mantenuta per i mesi seguenti. Si arriva infine, dopo altri tre mesi, ad una situazione clinica ottimale con lesioni cutanee in numero limitato che permangono esclusivamente nelle zone di sporgenza come gomiti e ginocchia. Si procede, come mantenimento, con la somministrazione mensile di una monodose di Natrum muriaticum 30CH e di una monodose di Thuja 30CH. A distanza di due anni dall’avvio della terapia omeopatica il soggetto non presenta alcuna lesione imputabile a piodermite né astenia psichica, evidente anzi il netto cambiamento caratteriale d’Ambrogio.
Dall’analisi di questo caso clinico, si può evidenziare come la terapia omeopatica abbia nettamente superato l’allopatia, dimostrando di riuscire a risolvere una patologia cutanea cronica come una dermatite atopica, ripristinando l’equilibrio psicosomatico del soggetto, senza manifestare quegli effetti collaterali drammatici della terapia allopatica che avevano ridotto il paziente in pessime condizioni psicofisiche. Un proprietario può essere sicuramente spaventato, oltre che dal peggioramento omeopatico, anche dai tempi particolarmente lunghi della risoluzione (anni), ma d’altra parte una patologia cronica che perdura da tempo non può risolversi nel giro di pochi giorni. Sicuramente il trattamento allopatico, in questo caso clinico, permetteva tale rapida risoluzione ma il risultato non era permanente. Viene quindi ribadito il concetto di come l’omeopatia vada considerata come un’arma in più che il medico possiede per affrontare una qualunque patologia, sia di natura fisica sia psichica, anche in associazione all’allopatia, non sia altro che per attenuare gli effetti collaterali di quest’ultima.


